Si è conclusa a marzo del 2015 Degrees North, una spedizione durata ben due anni che ha condotto gli esploratori e freerider del team The North Face® Xavier De Le Rue, Sam Anthamatten e Ralph Backstrom alla ricerca di pendii inesplorati che offrano nuove opportunità di fare freeride nelle isole Svalbard e in Alaska. Durante la spedizione i protagonisti hanno scoperto luoghi che nessuno aveva mai visto prima e hanno esplorato diversi modi di fare sci e snowboard su nuovi territori. Hanno anche sperimentato nuovi modi di documentare queste avventure e come risultato è nato film intitolato proprio “Degrees North proiettato in anteprima esclusiva italiana in occasione di MILANOMONTAGNA, l’8 ottobre 2015.

Il film è un reportage della spedizione che è partita dal porto di Seward (Alaska) a bordo di un’imbarcazione di 13 metri (Delta Charter Vessel) chiamata “The Viking”. Nella fase di preparazione della spedizione, il team ha individuato zone potenzialmente adatte a questo genere di attività grazie a Google Earth e a voli di ricognizione, constatando che tali aree sarebbero state raggiungibili solo via mare. Per sfruttare appieno le potenzialità offerte dal paesaggio unico dell’Alaska, il team si è concentrato su cime che permettessero di fare freeride con l’oceano sullo sfondo e su pendii che si immergessero direttamente in acqua. Nel mese di marzo, il team si è concentrato sull’esplorazione di isole e penisole, mentre ad aprile si è avventurato nell’entroterra per esplorare con gli sci e lo snowboard terreni nuovi e inesplorati.  Per documentare questa avventura nell’Alaska ancora inesplorata da una prospettiva fresca e innovativa, i ragazzi hanno anche volato con un parapendio a due motori e utilizzato droni a lungo raggio per realizzare riprese in 4k.

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“Scendere una parete con 50° di pendenza sul misterioso mare dell’Alaska la mattina e cavalcare un’onda nell’acqua a 3° il pomeriggio: questi sono tutti i… gradi del nord”, dichiara il francese Xavier De Le Rue, uno dei protagonisti di questa impresa che abbiamo avuto il piacere di intervistare in occasione dell’uscita del nuovo film.

Xavier, cosa ti ha spinto ad aderire al progetto Degrees North?
Credo che il progetto Degrees North rappresenti in qualche modo il culmine di una trilogia iniziata con i due film precedenti, Mission Antartic e Mission Steep, e che le mie apparizioni nelle prime due pellicole siano state un modo per superare dei limiti, provare a trovare nuove strade per realizzare dei veri progressi nella creazione di lungometraggi incentrati sulle spedizioni e sugli sport invernali. Da 20 anni l’Alaska è la Mecca dei riders, e Degrees North sostanzialmente è una sorta di compilation di tutto ciò che significa superare ogni limite, tentare tutte le possibilità, per arrivare all’obiettivo finale ed esplorare l’Alaska in un modo completamente nuovo.

Quali attrezzature tecniche hai utilizzato?
Mi sono servito di molte attrezzature tecniche differenti, ma ciò che mi ha più entusiasmato è stato l’uso alternativo dei paramotori. Ho iniziato a pilotarli pochi anni fa quando mi accorsi che potevano risultare utili nelle spedizioni, sia per filmare sia per esplorare e aprire nuove linee, e il sistema ha dimostrato di funzionare molto bene. Ho condotto alcuni test con Christophe Blanc-Gras e l’idea ci è piaciuta moltissimo, così abbiamo deciso che sperimentandoli in Degrees North, con l’impiego di tutta quella tecnologia e dei droni, avremmo potuto spingerci un po’ più in là nelle esplorazioni, trovando nuove linee, nuovi e migliori accessi alle stesse, e sostanzialmente alzare l’asticella del nostro sport. Questo è ciò che abbiamo fatto, mentre un ulteriore possibilità sarebbe usare i paramotori per girare immagini in tandem, esplorare le linee, trovare e ispezionare quelle più nascoste. In Alaska siamo andati ancora oltre, quando ci siamo accampati sulle montagne e abbiamo utilizzato i paramotori come un ascensore per scalare le vette, slacciando a un certo punto l’imbracatura e saltando nelle linee. Un tentativo pazzesco che ha reso possibile un folle sogno che coltivavo da tempo. Un’esperienza fantastica.

Qual è il momento più difficile che hai vissuto?
Probabilmente il mio primo viaggio in Alaska. Abbiamo trovato condizioni meteo e di neve pessime: l’Alaska non aveva mai visto così poca neve negli ultimi 20 anni. Non abbiamo potuto fare niente, così la spedizione si è risolta in un completo fallimento. Dopo qualche tempo, siamo tornati e siamo rimasti accampati a terra per 11 giorni perché non voleva saperne di nevicare e le condizioni climatiche erano particolarmente instabili. Questa situazione di incertezza è stata sicuramente la più difficile che ho vissuto. Un’altra esperienza particolarmente dura mi è capitata nelle Isole Svalbard, dove abbiamo trovato un freddo terribile, fra -25 e -35 gradi centigradi, per due settimane. La temperatura era così rigida che il cavo della telecamera ha rischiato di rompersi ed era terribilmente faticoso e complesso compiere qualsiasi azione.

Quali sono i ricordi più belli che ti ha lasciato questa esperienza?
Il mio ricordo più bello è il salto dai paramotori, perché è un’idea che veniva da un sogno visionario che sono riuscito a concretizzare. Sembrava che fosse un’impresa impossibile, invece siamo stati capaci di farlo. Dopo eravamo così eccitati che continuavamo a ripeterci: “Ce l’abbiamo fatta, ce l’abbiamo fatta”. Avevamo accumulato molta tensione dai viaggi precedenti, eppure siamo rimasti freddi ed è stato un successo. Ci sentivamo come ragazzini che improvvisamente vedono aprirsi davanti a sé una grande occasione, e questa è la sensazione più bella che mi ha lasciato l’intera spedizione.

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Foto credits: Tero Repo

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E ora non ci rimane che vedere Degrees North. Il film sarà proiettato in occasione di numerosi Festival europei dedicati al mondo outdoor e montagna organizzati prossimamente. Inoltre sarà possibile vederlo gratuitamente il 23 ottobre (si proprio oggi!!) sul sito di redbull.tv.

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