Nella prima parte del nostro itinerario di visita alla città di Kuala Lumpur avete letto le tappe che ci hanno accompagnato nei primi due giorni. Dobbiamo dire che siamo stati subito soddisfatti dall’atmosfera cittadina!

Di seguito la seconda parte della visita.

GIORNO 3
Sull’onda della bellezza dei templi visitati il giorno precedente, la mattina del terzo giorno abbiamo preso un taxi e ci siamo fatti portare un po’ fuori dal centro, al tempio cinese di Thean Hou; ci si può arrivare anche con l’autobus che però ferma ai piedi di Robson Heights, una collina abbastanza impervia, quindi consigliamo l’utilizzo di un taxi o un trasporto privato per raggiungerlo.

Si tratta di un tempio dalla classica impostazione, quella che in genere immaginiamo quando pensiamo ad un luogo di questo tipo: tetti a pagoda, colore rosso a fare da padrone, draghi e animali della mitologia orientale che fanno capolino dalle colonne. E’ di recente costruzione, degli anni ’80, desiderato dalla comunità malese locale proveniente dall’isola cinese di Hainan, e dedicato alla divinità femminile del mare Mazu (o Thean Hou).
La particolarità del tempio è però un’unione di elementi religiosi provenienti anche dal taoismo, dal confucianesimo e dal buddismo cinese.

Una volta visitato il tempio ci si può divertire a esplorare lo zodiaco cinese: a lato della costruzione principale si trova infatti un giardino con statue dei dodici animali a cui sono dedicati i singoli anni; un modo divertente per scoprire l’animale che abbiamo in noi e le nostre caratteristiche più profonde!

Finita la visita, sempre in taxi ci siamo fatti portare alla torre della televisione, la KL Menara, a due passi dal nostro hotel. E’ indubbiamente il punto di osservazione più alto della città, con i suoi 421 metri d’altezza, e il piano più alto è completamente all’esterno. Attenzione se soffrite di vertigini, altrimenti vi consigliamo vivamente di acquistare il biglietto comprensivo di sky deck, piattaforme in vetro che permettono di essere sbalzati fuori rispetto alla silhouette della torre con una vista a strapiombo sulla città: ce ne sono due, di cui una con vista sulle Petronas Twin Towers. Il costo è di 105 ringgit, meno di 25 Euro.
Ne vale davvero la pena!

La KL Menara (“torre” in lingua malese) ha anche un’attrazione che ritroviamo in altre grandi città, ad esempio Seattle, Bangkok o addirittura le cascate del Niagara, ovvero un ristorante girevole dove è possibile cenare su due turni serali a 282 metri d’altezza. Mentre ci cena si effettua un giro completo della torre quindi il movimento è quasi impercettibile: ma attenzione a ritrovare il vostro tavolo una volta che vi alzerete per andare al buffet perché quest’ultimo si trova in un’area centrale fissa e quindi aguzzate il vostro senso dell’orientamento per ritornare a sedervi!!!

GIORNO 4
Sempre dall’Italia avevamo organizzato un’escursione fuori Kuala Lumpur, nella città di Malacca, uno dei luoghi storici più importanti della Malesia, patrimonio dell’UNESCO e sede di uno dei più antichi sultanati della regione.

Posta in posizione favorevole e attraversata dall’omonimo fiume, nel corso della storia ha avuto una grande importanza commerciale e per questo motivo fu occupata da potenze coloniali che si contendevano il potere sui traffici marittimi. La nostra guida Filippo “de Roma”, da 10 anni in Malesia, ci è venuta a prendere in hotel e ci ha accompagnato per tutta la giornata (Malacca dista circa due ore di macchina da Kuala Lumpur).

Prima sosta: Bukit Cina, il più grande e antico cimitero cinese della zona (affonda le sue radici nella dinastia Ming) con 12.000 tombe e una superficie di 250.000 mq, non più utilizzato per le attuali sepolture ma ancora oggetto di visite.

Una volta giunti nella città di Malacca, abbiamo fatto un giro sul lungo fiume, tra tipiche abitazioni locali, molto colorate e ricche di fiori dai quali spuntavano i tipici risciò di Malacca decorati con le immagini di popolari personaggi dei cartoni animati, da Hello Kitty a Pikachu.

Ci siamo poi spostati verso il centro della città per andare a visitare la Porta di Santiago (che faceva parte della fortezza A Famosa), testimonianza dell’occupazione portoghese e situata ai piedi della collina di San Paolo sopra la quale si trovano i resti della chiesa omonima a cui manca completamente il tetto.

Abbiamo poi proseguito la nostra passeggiata a Malacca verso la Chiesa del Cristo, sul lungo fiume, di derivazione olandese e caratterizzata da un carico colore rosso.

Curiosi come siamo, anche qui non potevamo farci mancare l’assaggio di un piatto tipico della città. Filippo, in perfetto malese, ha ordinato una ciotola di Cendol, una dissetante bevanda dolce composta da zucchero di canna, gelatina, latte di cocco e con l’aggiunta di fagioli. Una deliziosa scoperta!

Dopo un tipico pranzo malese ci siamo poi diretti sulla via degli artigiani sulla quale si affacciano tantissimi negozi e case tradizionali.

La visita a Malacca ha segnato la nostra ultima giornata nella città di Kuala Lumpur (e dintorni). Ci sono tanti altri posti che vale la pena visitare in zona che però questa volta abbiamo deciso di non inserire nel nostro tour. Ad esempio Batu Caves, grotte calcaree raggiungibili con KTM (la monorotaia) o con il taxi dove vedere per lo più templi induisti (attenzione, al momento uno di essi è sottoposto a restauro); oppure Cameron Highlands, i verdi altipiani malesi famosi per le piantagioni di tè che si trovano a circa tre ore da Kuala Lumpur.

Il nostro viaggio in Malesia non finisce qui! E’ infatti proseguito con la visita al Taman Negara National Park e con un rilassante soggiorno alle isole Perhentian: ma questa è un’altra storia.