Negli ultimi anni frequentando il mondo dei social network e più in generale del web vi sarà sicuramente capitato di imbattervi in video o iniziative alquanto bizzarre che ci fanno rimanere almeno un paio di secondi con le sopracciglia alzate a porci una sola domanda: ma perché?

I trend del web negli ultimi tre anni sono stati senza dubbio i Challenge!! Challenge è un termine inglese (letteralmente “sfida“) che rapportato al mondo online assume il significato di aderire ad una iniziativa condivisa insieme ad un intero popolo digitale che ha come scopo divertire e divertirsi. Le “sfide” hanno come elemento comune la modalità in cui ricavano il proprio nome: trovare una parola descrittiva ed efficace che veicoli subito il messaggio seguita dalla parola challenge.

Vediamo una lista di quelle più famose che stanno e hanno trovato terreno fertile sui social network.

 

Mannequin Challenge:

La più recente di tutte, “la sfida del manichino”, nata negli USA dove i protagonisti vengono filmati mentre restano immobili come manichini nelle azioni che stanno facendo: bere, guardare lo smartphone, ballare o festeggiare, praticare uno sport, discutere, in questo frangente ci sono una vastità di scenari immaginabili. È possibile dare libero sfogo alla fantasia.

Il Mannequin Challenge ha avuto adesioni illustri in tutto il mondo: dagli sportivi statunitensi fino ai grandi nomi di Cristiano Ronaldo, il calciatore inglese Jamie Vardy, Michelle Obama che ha partecipato insieme a Lebron James e al resto della squadra vincitrice dell’NBA, Beyonce, Adele e Paul McCartney. Un requisito fondamentale per partecipare al Mannequin Challenge è quello di mettere in sottofondo la canzone Black Beatles degli Rae Sremmurd, che è stato il brano con cui è partito il tutto e ovviamente completare con la pubblicazione del video aggiungendo l’hastag #MannequinChallenge

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Ice Bucket Challenge:

Il gavettone con il secchio d’acqua fredda e cubetti di ghiaccio è una campagna virale lanciata sui social media dalla ASL Association (Associazione statunitense contro la SLA) nei mesi di luglio e agosto 2014 con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sclerosi multipla e di stimolare le donazioni per la ricerca.

La persona nominata viene filmata mentre si versa o gli viene versato un secchio d’acqua sulla testa. Il “docciato” subito dopo invita altre persone a fare lo stesso, i nominati hanno 24 ore fare altrettanto e fare una donazione alle Associazioni di malati di SLA e loro familiari per sostenere la ricerca.

Secondo dati diffusi dall’associazione a un anno dal lancio della sfida sono stati raccolti 115 milioni di dollari. 

ice bucket

The Running Man Challenge:

La Running Man è una street dance che è nata nel 1987 negli USA ed è stata portata alla ribalta perché eseguita nel famoso video musicale Rhythm Nation di Janet Jackson e successivamente da altri artisti come MC Hammer, Bobby Brown e Vanilla Ice. La danza consiste nel fare dei passi incrociando e ondeggiando le gambe avanti e indietro in maniera tale da simulare una corsa. Ha raggiunto una nuova popolarità nel 2015 quando ha guadagnato l’attenzione delle celebrità, soprattutto tra i teenager e gli sportivi, che si sono filmati mentre eseguivano questo ballo con gli amici nelle situazioni più strane e negli ambienti più disparati. Ogni interprete abbina al passo base delle mosse eseguite con la parte superiore del corpo che diano un tocco personale e di originalità al ballo: come ad esempio la wheel chair, il dougie o il dab.

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The Harlem Shake:

È stato un meme di Internet che si è diffuso specialmente grazie a YouTube nel 2013. Il meme consiste in un video comico della durata di circa 30 secondi, accompagnato da un estratto della canzone Harlem Shake di Baauer (da cui il titolo). Nonostante il nome, il meme non c’entra niente con la danza hip hop che ha origine ad Harlem, New York nel 1980. Il video solitamente inizia con una situazione normale e senza nulla di strano ma dopo appena un fotogramma la situazione degenera completamente. L’inquadratura e il contesto è lo stesso ma i protagonisti sono vestiti con costumi e vestiti improbabili ed eccentrici e ballano con movimenti convulsivi e spasmodici. Migliaia di persone provenienti da tutto il mondo hanno girato la propria versione dell’Harlem Shake facendolo diventare un video molto conosciuto e virale arrivando anche a migliaia di video caricati al giorno durante il culmine della sua popolarità.

harlem shake

Water Bottle Flipping:

Consiste nel prendere una bottiglia di plastica parzialmente vuota e tenendola per il collo lanciarla in aria in modo da farla ruotare su se stessa e cercare di farla atterrare in piedi nella posizione corretta. Per una percentuale di riuscita maggiore la bottiglia deve essere riempita per 1/3. È diventato un trend internazionale molto popolare nel 2016 grazie ai numerosi video di persone che tentano di portare a termine quest’attività postando video online. Tuttavia i suoi ripetuti tonfi causati dai tentativi falliti sono stati criticati come una distrazione e un fastidio pubblico. Genitori e insegnanti hanno espresso la loro frustrazione riguardo a tale attività che è stata addirittura proibita in numerose scuole nel mondo. Sono state create però numerose mobile app per ricreare l’attività in maniera virtuale; quella che ha riscosso più successo è Bottle Flip 2k16 che è stata scaricata 3 milioni di volte in un solo mese.

water bottle

The Cinnamon Challenge:

Questa fa parte delle così dette food challenge. Lo scopo della sfida è farsi filmare mentre si mangia un cucchiaio di cannella in polvere in meno di 60 secondi senza bere niente e infine caricare il video online. La challenge è molto difficile e comporta possibili rischi non indifferenti per la salute poiché la cannella asciuga e ricopre bocca e gola provoca attacchi di tosse e di vomito, oltre al fatto che inalare la polvere può essere causa di irritazioni, di pneumonia o di collasso del polmone.

Fino al 2014 la Cinnamon Challenge era ancora molto praticata, menzionata tra i trend topic di Twitter circa 70 mila volte al giorno.

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The Hot Pepper Challenge:

Chiamata anche the ghost pepper challenge o the chili pepper challenge fa parte anch’essa della food challenge. Questa volta la sfida consiste nel farsi filmare e caricare online il video girato mentre si mangia un peperoncino piccante in un solo boccone. I peperoncini più indicati e quotati per questa challenge sono l’habanero, il bhut jolokia (ghost pepper), lo scorpion pepper e il terribile carolina reaper, tutti con altissimi gradazioni sulla scala Scoville.

I partecipanti hanno sempre a portata di mano una gran quantità di latte che aiuti a spegnere il fuoco che sentiranno dentro la propria bocca e gola al termine della sfida. Poco dopo aver mangiato il peperoncino, il calore estremo e la sensazione di bruciore connessa alla sudorazione copiosa saranno tutte sensazioni che proveranno sulla loro pelle a causa della capsaicina contenuta e rilasciata dal peperoncino.

Come intuibile anche questa challenge potrebbe comportare eventuali rischi per la salute, infatti risultano episodi di gente ricoverata in ospedale con scottature e irritazioni alla trachea causate dal peperoncino. Queste sfide piccanti hanno trovato successo non solo nel formato social ma anche in programmi televisivi di successo come Man vs Food.

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Non si può negare il fascino, l’attrazione e il potere di fare notizia che queste “prove” hanno sul pubblico del web. Sicuramente anche voi avrete preso parte come me ad almeno una di queste iniziative, si spera a una di quelle che non comportino rischi. Tutto questo è un ennesimo avvenimento di cui siamo testimoni e partecipanti allo stesso tempo; partecipanti senza avere la completa consapevolezza del perché lo facciamo o del perché ci piaccia. Quello che conta è che sentiamo il bisogno di farlo. Il risultato è la creazione di un paradosso: queste azioni sono pensate e realizzate in origine per differenziarsi dalla massa ma ottengono come risultato l’effetto opposto. L’emulazione sfrenata di qualcosa che sia condivisa dall’universo del web, una moda che non durerà e che si esaurirà con la stessa velocità in cui è nata per lasciare posto al prossimo trend.

Il mondo dei social con le sue dinamiche e le sue pazzie può essere condiviso o meno ma il dato di fatto è che caratterizza prepotentemente il tempo in cui viviamo. Ormai è nata la nuova bizzarra sociologia del web che ribalta e scardina i pilastri portanti della sociologia classica che sempre meno si adatta alle caratteristiche di questa nuova epoca digitale! Chissà cosa dovremo aspettarci per il futuro? Sicuramente altre challenge sempre più pazze.

 

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