Siamo tornati dal nostro viaggio a Mauritius da quasi una settimana ma sembra molto di più; siamo infatti atterrati in una Milano piovosa e fredda con uno sbalzo di oltre 20 gradi da mattina a sera: nel nostro ultimo giorno di vacanza, trascorso a Dubai, siamo stati crogiolati da un bellissimo sole e da una temperatura di circa 35 gradi.

Nei quattro giorni passati a Mauritius siamo stati mediamente fortunati a livello meteorologico: il giorno prima del nostro arrivo sull’isola si è abbattuto un ciclone (che ha fatto ritardare il nostro volo da Dubai di 5 ore) e, durante i giorni successivi, abbiamo avuto qualche veloce pioggia, coda della perturbazione.

Ma non sono affatto mancati i momenti di sole, sempre con qualche nuvola all’orizzonte, essendo Mauritius un luogo tropicale.

A proteggerci dai raggi solari nel nostro kit del mare avevamo con noi la linea Sundefense di Bioline Jatò: ne avevamo già parlato qui e, tra quelle che per noi sono state le novità 2018 in fatto di solari, abbiamo scelto questo brand.

E’ la prima volta che andiamo al mare ad aprile, quando ancora la pelle non si è abituata al sole né primaverile né estivo, quando ancora braccia e gambe non si sono scoperte anche solo per una semplice passeggiata al parco.

La mia pelle è molto sensibile all’azione solare, molto chiara, tipica di chi ha i geni del rutilismo e quindi teme fortemente il sole; per me sono infatti impossibili esposizioni prolungate al sole e quindi l’abbronzatura di fine vacanze è frutto di un ritmo alternato tra sole e ombra (molta ombra!).

Quindi il meteo ballerino che abbiamo trovato a Mauritius per me è, alla fine, una grande fortuna.

Per tutta la mia permanenza ho utilizzato la protezione molto alta SPF 50+ Bioline Jatò, una crema viso age protection (che io ho utilizzato su tutto il corpo) all’acido ialuronico ed estratto di liquirizia; si tratta di una crema solare che utilizza un sistema di filtri UVA e UVB di ultima generazione combinati a sostanze che difendono la pelle dai danni causati dai raggi IR. Si spalma molto facilmente e si assorbe subito: sono abituata a mettermi la protezione solare già prima di uscire dalla camera per permettere un assorbimento profondo prima dell’esposizione ai raggi solari (e per evitare di scottarmi mentre vado a fare colazione!) ma devo dire che anche quando più volte l’ho rimessa dopo avere fatto il bagno non ho riscontrato il fastidioso problema della sabbia che si attacca nell’attesa dell’assorbimento.

Ah, la cosa fondamentale è che non mi sono scottata; da nessuna parte, anche nei giorni con tanto sole. E non mi è mai successo, mai. Posso dire di avere trovato LA CREMA IDEALE PER ME!

L’ultimo giorno ho anche provato la protezione alta SPF 30 Bioline Jatò per viso e corpo con estratto di liquirizia e licopene, un carotenoide con proprietà antiossidanti e antiaging; si tratta di una crema solare con una texture leggera e setosa con filtri UVA e UVB e sostanze funzionali a contrastare i danni alla pelle causati dai raggi IR.

Nel nostro kit solare non poteva mancare ovviamente il doposole della linea Sundefense di Bioline Jatò che, come gli altri prodotti, ha un odore fresco e fruttato; idratante e rinfrescante, al burro di cupuacu e frutto della passione, nutre la pelle senza ungerla ripristinando il film idrolipidico, aiutando a ridurre la comparsa di rossori e prolungando l’abbronzatura che rimane luminosa.

Per predispormi all’azione del sole, prima di partire avevo iniziato ad utilizzare l’attivatore abbronzatura Sundefense di Bioline Jatò per circa 10 giorni, un morbido gel 3 in 1 che prepara la pelle prima dell’esposizione attivando la melanina che rimane un po’ latente durante l’inverno.

Per saperne di più su tutta la linea solare Sundefense di Bioline Jatò, tutte le info qui.