A giugno siamo stati invitati a partecipare a un press tour organizzato dal Touring Club Italiano in Emilia per scoprire le eccellenze enogastronomiche e storico-culturali di tre borghi Bandiera arancione: Busseto, Fontanellato e Castelvetro di Modena. Potevamo mancare? Certo che no!

Per chi non lo sapesse i borghi che hanno ottenuto fino ad oggi la Bandiera arancione sono 224. Ma cos’è la Bandiera arancione? E’ il marchio di qualità turistico-ambientale che il Touring Club assegna ai piccoli borghi eccelenti dell’entroterra italiano che godono di un patrimonio storico, culturale e ambientale di pregio, e in grado di offrire ai turisti un’accoglienza di qualità. E’ dal 1998 che il Touring seleziona e certifica località a “misura d’uomo”, con meno di 15.000 abitanti, tutte da esplorare, perfette per un weekend fuori porta o un breve soggiorno. Luoghi speciali, ancora poco conosciuti, dove la sostenibilità ambientale, la tutela del territorio, il patrimonio artistico-culturale, la qualità dell’accoglienza si uniscono per regalare autenticità al viaggio e dove riscoprire la qualità della vita all’insegna della lentezza e del turismo sostenibile.

Borghi tutti da scoprire che si distinguono per le eccellenze e le tradizioni enogastronomiche, culturali e artigianali proprio come Busseto, Fontanellato e Castelvetro di Modena. Localizzati tra Parma e Modena, i tre borghi sono sufficientemente vicini per essere visitati nell’arco di un fine settimana. E tutti e tre ci hanno favorevolmente colpito per la loro storia, cultura, natura ma soprattutto per l’offerta enogastronomica, decisamente ampia nella regione che da sempre è nota per il food.

PRIMA TAPPA: BUSSETO

Partiti da Milano in mattinata raggiungiamo Busseto in un’oretta. Qui lo spirito di Giuseppe Verdi, nato nella frazione di Roncole nel 1813, aleggia in tutto il borgo. Nella località della Bassa Parmense, un tempo capitale dello stato dei marchesi Pallavicino, tutto o quasi è dedicato al celebre compositore: la piazza principale, dominata da una sua statua, il Museo Verdiano all’interno di Casa Barezzi (Antonio Barezzi fu il mecenate che gli permise di continuare gli studi di musica a Milano), il Museo Nazionale G. Verdi all’interno di Villa Pallavicino (di fronte a casa Barezzi) che oggi ospita gli uffici comunali e il Teatro Verdi ricavato al primo piano dell’edificio nello spazio di un preesistente antico teatrino privato. Una curiosità: in questo teatro inaugurato nel 1868, il maestro non mise mai piede perché contrario alla sua costruzione e perché in forte discordia con gli abitanti di Busseto che non approvavano la sua relazione con la cantante lirica Giuseppina Strepponi (che sposò solo molti anni più tardi, e che era già madre di due figli nati da fuori dal matrimonio e da uomini diversi).

Teatro G. Verdi – foto F. Pinardi

Casa Barezzi – foto di F. Pinardi

Terminate le visite ai luoghi di culto per gli appassionati di Giuseppe Verdi, passeggiamo tra le vie del borgo caratterizzato da un centro storico con palazzetti, case d’epoca colorate e lunghe vie con portici medievali come la strada principale del paese Via Roma. Qui troviamo diversi e numerosi negozi che vendono prodotti tipici e ristoranti dai profumi stuzzicanti che ci invitano ad entrare per assaggiare le specialità locali. Per pranzo Facciamo sosta alla Salsamenteria Storica e Verdiana Baratta, una bottega museo piena zeppa di cimeli legati a Verdi, come lo spartito originale de La Traviata, il suo primo pianoforte, ritratti, onorificenze e oggetti personali che ricoprono le pareti e il soffitto del pittoresco locale. Sulle note delle musiche verdiane e seduti su tavoli di legno abbiamo gustato ottimi salumi locali: culatello, strolghino, spalla cotta, prosciutto di Parma e  lardo pancettato, accompagnati da gnocco fritto, Parmigiano Reggiano e salse artigianali. Qui si mangia su fogli di carta gialla, senza piatti posate e bicchieri e rigorosamente con le mani, e si beve il Lambrusco, tipico vino rosso frizzante, in scodelle di ceramica.

Prima di lasciare Busseto facciamo tappa a Roncole Verdi per visitare la casa natale di Giuseppe Verdi dove il compositore passò la sua infanzia insieme ai genitori e alla sorella. All’interno della casa attraversiamo stanze spoglie e sobrie, di quella che una volta era una piccola osteria e drogheria, guidati da un’app che riproduce la voce del giovane Verdi e ci racconta la sua storia.

Casa Natale Verdi – foto F. Pinardi

A poca distanza da Busseto, ci fermiamo a Polesine Parmense per una visita all’Antica Corte Pallavicina, un tempo residenza di campagna dei marchesi Pallavicino e riportata al suo antico splendore dallo chef Massimo Spigaroli. L’Antica Corte oggi è un relais di charme che un ospita un ristorante con una Stella Michelin.

Ma rimane anche un’azienda agricola di famiglia dove vengono allevati i maiali utilizzati per produrre il Culatello di Zibello secondo antiche tradizioni. Per vedere dove vengono stagionati e curati i culatelli scendiamo nelle storiche cantine che risalgono al 1300. E qui ci perdiamo in mezzo a oltre 5000 culatelli dai 13 ai 20 mesi e scopriamo tutti i segreti della produzione e della stagionatura di uno dei salumi più rinomati del nostro paese. Un’esperienza da provare!